Il bastone bianco, lo strumento fondamentale per la mobilità

Insieme ai recettori d’aria e al cane guida, il bastone bianco è un ausilio per la mobilità, in autonomia o in accompagnamento, di noi persone con disabilità visiva, a mio avviso indispensabile, specie se ci troviamo in un luogo a noi sconosciuto.

Tipi di bastone bianco

Di bastoni per non vedenti ce ne sono di tantissimi tipi: in legno, in grafite, in alluminio, con punta roller o fissa, pieghevoli e telescopici, col manico in legno, in gomma, ricurvo ad ombrello e chi più ne ha più ne metta.

Tra l’altro, ora esistono anche i bastoni bianchi elettronici che hanno dei sensori a vibrazione per segnalare la distanza da un ostacolo e che si collegano a speciali dispositivi per dare informazioni sull’ambiente circostante, ma in questo articolo vorrei trattare solo del bastone bianco lungo.

Tutti i bastoni per disabili visivi hanno la caratteristica principale di essere di colore bianco – e non è raro trovarne anche tantissimi che presentano all’estremità inferiore una banda rossa fluorescente -, ottimale per segnalare la propria presenza in situazioni di scarsa luminosità.

Bastone bianco con banda rossa in fondo

Il bastone bianco svolge la funzione di “vedere” ciò che c’è davanti a sé e permettere così di capire in anticipo dove si metteranno i piedi.

Come si usa

Con un’altezza poco sopra elevata rispetto allo sterno, il bastone bianco va usato con la punta rivolta a terra.
Eh, e grazie!

Eheheh no, in realtà così ovvio non è, sia per chi lo usa che per chi accompagna.

  • Per chi lo usa: deve stare a terra! Se lo tirate su è solo perché siete fermi e volete rendervi conto di quanto è alto un muretto, un albero, una statua… non una persona! Poi, per carità, potete fare quello che volete, responsabilità vostra!
  • Per chi accompagna: a me è capitato molte e molte volte. Mai, e ripeto mai, e sottolineo MAI accompagnare la persona afferrando il bastone e, peggio, sollevarlo da terra!

Il bastone bianco deve essere a contatto col terreno e la punta deve essere sempre alternata rispetto al piede, in modo da vedere anticipatamente gli ostacoli e la conformità del terreno prima di compiere il passo: se il bastone è a destra avrò avanti la gamba sinistra e viceversa.

Esistono almeno due modalità per usarlo.

La tecnica pendolare

La pendolare è quella che forse si usa di più e consiste nell’impugnare il bastone all’estremità, con la mano circa all’altezza delle costole fluttuanti ad una distanza dall’addome sufficiente a non darsi un bel pugno in pancia nel momento in cui si incontra un ostacolo. (A me è successo, che dolore! 😬)

Il bastone viene fatto oscillare da destra a sinistra, o strisciandolo o battendolo, disegnando per terra un semicerchio poco più ampio della larghezza delle spalle.

La tecnica pendolare strisciata solitamente si utilizza, anche per una questione di comodità, con i bastoni a punta roller, cioè rotante.

In questo modo non solo si riconoscono più in fretta gli ostacoli a livello del terreno come gradini, pali, salite/discese, buche e via dicendo, ma si capisce istantaneamente anche la conformità del suolo, se si sta camminando sull’asfalto, sulla ghiaia o sull’erba.

Oppure si usa la tecnica pendolare battuta, in cui il bastone viene fatto saltellare una volta a destra e una volta a sinistra con un lieve rimbalzo dato da un gioco di polso.

Quest’ultima è più comoda con i bastoni a punta fissa, che si fatica un po’ di più a strisciare, specie se il suolo è tempestato di buche o sanpietrini dove si incastra con molta facilità, provocando una serie di dolori al polso e alla spalla (Fa male, ve lo garantisco!).

Probabilmente questo non è il modo migliore di percepire gli ostacoli, però fornisce moltissime informazioni a livello sonoro, che non sono certo meno importanti degli ostacoli fisici.

A seconda di come rimbalza il suono della punta picchiettata sul terreno si ottengono parecchie informazioni, tra le vicinanze ai muri, varchi, luoghi più o meno aperti ecc., anche grazie all’ecolocalizzazione.

La tecnica obliqua

La tecnica obliqua, invece, consiste nell’afferrare lo strumento alla base dell’impugnatura e tenerlo fisso con la punta davanti al piede opposto rispetto alla mano con cui tenete il bastone. Quest’ultimo deve essere leggermente obliquo, ossia la punta deve restare più avanti rispetto all’impugnatura, ma sempre davanti al piede e l’estremità opposta deve ricoprire tutta la zona del gomito.

Questa tecnica, a parer mio non molto rassicurante, si dovrebbe utilizzare più che altro negli ambienti affollati, dove muovere il bastone risulta praticamente impossibile, e si rischia molte volte di percuotere qualcuno (involontariamente… 😈 “Ops, scusa, non ti ho visto!” e chi può contraddirvi?)

Riconoscimento del bastone bianco

Il bastone bianco è riconosciuto dal codice della strada all’art. 191 – comma 3 ed è simbolo a livello mondiale della disabilità visiva.

Oltre a ciò, gli è stata anche dedicata una Giornata mondiale che si celebra il 15 Ottobre e una emoji sulla nota app di messaggistica istantanea WhatsApp. Questa 🦯

Se volete invece conoscere la storia di come sia nato il bastone bianco, ancora agli inizi degli anni Trenta del secolo scorso, vi consiglio questa pagina.

Il bastone bianco, lo strumento fondamentale per la mobilità

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