Rubatemi tutto ma non il mio Braille!

Il titolo di questo articolo non è scelto a caso.

Il Braille – come tutti ormai ben sapete -, è lo strumento di letto-scrittura utilizzato da noi non vedenti costituito da puntini in rilievo che vengono letti con i polpastrelli.

Tuttavia, non si sa perché, oggigiorno c’è questo insidioso vermiciattolo che va in giro dicendo a tutti “Il Braille è obsoleto… Perché imparare il Braille, che è difficile? Ci sono nuove tecnologie che lo sostituiscono benissimo e sono molto più semplici!”

Gli snobbatori del Braille

Sembrerà strano, eppure le persone schierate in prima linea a seguire questa corrente di pensiero sono proprio quelle con disabilità visive.

Gli ipovedenti preferiscono utilizzare le lettere ingrandite, tanto riescono comunque a leggere, mentre i non vedenti si affidano sempre di più agli screen reader e agli assistenti vocali che leggono per loro.

Ecco, io qui vorrei tirare le orecchie a queste due categorie di pensatori, specialmente ai secondi.

Carissimi, il codice Braille è nato per uno scopo ben preciso e forse voi non vi rendete conto che da 200 anni a questa parte rappresenta un’ancora di salvezza per noi persone con disabilità visive.

Vorrei fare a queste persone una piccola serie di domande:

  • Riuscireste voi, a scuola, a risolvere una formula matematica senza averla sotto le dita?
  • Sareste in grado di riprodurre uno spartito musicale solo ascoltando le note lette da una sintesi vocale?
  • Vi privereste della gioia di giocare con i vostri amici a Scarabeo o a <<carte>> solo perché non volete imparare il Braille?
  • E vi fidereste del farmaco che vi allungano dietro al bancone della farmacia?
  • E a quale piano siete giunti con l’ascensore?

Questi erano solo alcuni, ma potrei andare avanti ancora a sfornare esempi di quanto sia importante il Braille.

Poi certo, io qui ho parlato soltanto degli individui direttamente coinvolti, ma anche chi sta loro accanto ha spesso queste idee. Quindi, una tirata d’orecchie virtuale anche a voi, soprattutto se siete delle figure di riferimento.

Il Braille non è obsoleto, per niente!

È vero, il Braille ha ormai due secoli di vita, ma non è per niente antiquato.

A parte il fatto che esistono sia il Braille per scrivere la musica che la matematica, in più il Braille si è abilmente evoluto per integrarsi a pieno con le nuove tecnologie.

Grazie a lui possiamo leggere libri, notizie, articoli, temi, gli studenti possono svolgere i compiti in autonomia, possiamo usare computer e smartphone senza problemi, possiamo navigare in Internet, possiamo scrivere temi, bigliettini d’auguri, canzoni, possiamo imparare una lingua straniera, imparare a suonare uno strumento, dare vita un blog come questo…

Ok ok, abbiamo capito!

Insomma, questo “””codice obsoleto””” – come dicono molti di voi -, ci permette di inserirci nella vita di ogni giorno, di integrarci nella società e di stare al passo coi tempi. A me proprio obsoleto non sembra.

Nessuno nega che il Braille sia complesso, anzi, ne siamo consapevoli tutti. Io stesso, solo per imparare bene l’alfabeto, ci ho impiegato 8 mesi…

Una gravidanza, insomma!
Praticamente… 😂

Ma sapete quanto poi è stato bello riuscire a seguire le lezioni esattamente come e con i miei compagni di classe?
La gioia di poter scrivere e leggere un brano senza dover chiedere niente a nessuno? Che poi, diciamocelo, chi riesce a scrivere un tema dettandolo?

La soddisfazione di studiare e riuscire a svolgere tutti i compiti in autonomia?

Vi assicuro che ci si sente liberi e indipendenti, ed è bellissimo sapere di riuscire a fare le cose da soli senza l’aiuto di nessuno.

E poi, non nascondiamolo, c’è tanto, veramente tanto orgoglio personale.
È la stessa identica soddisfazione che prova un qualsiasi bambino nel momento in cui impara a leggere e scrivere.

Ho conosciuto tanti non vedenti che snobbano il Braille e anche tanti adulti che preferiscono che loro figlio impari a utilizzare prima gli assistenti vocali perché sono un grandissimo aiuto.

Ci mancherebbe, io sono il primo a dire che la tecnologia deve aiutarci laddove ci sono delle difficoltà, ma dico anche: Nel III millennio, volete rimanere analfabeti? O preferite che vostro figlio cresca nell’ignoranza?

Cari genitori, educatori, insegnanti di sostegno, parenti e amici delle persone con disabilità visive, e voi diretti interessati, ricordatevi che il Braille è uno strumento eccezionale, nato 200 anni fa, ma mai così vivo come oggi.

Quindi sforzatevi di impararlo e di farlo imparare a chi ne ha bisogno.
Al giorno d’oggi privereste un bambino di un’istruzione adeguata solo perché non ci vede? Questo succedeva nel Medioevo.

Anche perché il Braille non c’era!

Il Braille non è un ostacolo, ma anzi ci permette davvero di riuscire a fare tutte le cose esattamente come fanno gli altri e accompagnato dall’informatica è diventato veramente un sistema fondamentale e insostituibile nella nostra vita.

Quindi, cari lettori con disabilità visive, non snobbate il Braille, perché è uno strumento potentissimo e dovremmo essere perennemente grati a quel grande genio che lo ideò nel XIX secolo.

Ancora una sottolineatura, vi ricordo che al Braille sono state dedicate due giornate, una mondiale che si celebra il 4 Gennaio, e l’altra nazionale che ricade il 21 Febbraio in concomitanza con la giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco.

Eh insomma, mica bruscolini!

Mai E POI MAI dimenticare l’importanza inestimabile che questo codice ha nella vita dei non vedenti perché ci permette di integrarci, di seguire le notizie, di studiare, di lavorare esattamente come tutti gli altri, ridonandoci dignità e tutta una serie di privilegi che chi non sa leggere non avrà mai.

Rubatemi tutto ma non il mio Braille!

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