Come rendere i giochi accessibili

A chi non piace giocare?
A nessuno, credo. Già, e nemmeno le persone con disabilità visiva, a qualsiasi età, sono esenti.
Però spesso trovare giochi accessibili può essere difficoltoso, oltre che abbastanza costoso.

Quindi, la domanda è… possiamo comprare un gioco in scatola in negozio e riadattarlo in qualche modo?
Ovviamente… SÌ!

Tralasciando i giochi di gruppo e gli audiogame, vorrei dare qui qualche spunto su come riadattare da sé i giochi da tavolo, che probabilmente sono quelli che presentano meno barriere in assoluto.

Se avete la possibilità di scrivere in Braille e un po’ di inventiva, il gioco è fatto!

Letteralmente!

Le carte

Senza ombra di dubbio, il primo tra i giochi accessibili non potevano che essere le carte.

Francesi, piacentine o da Uno poco importa, le carte si possono scrivere in Braille utilizzando direttamente la Dattilo.
Oppure, se non volete punzonarle, potete benissimo scrivere su un foglio, meglio se plastificato, e poi appiccicarlo sulla carta stessa.

Personalmente, ho scritto il valore della carta + l’iniziale del seme/colore.
Quindi, per esempio, la Donna di cuori è q c, oppure il 4 verde l’ho indicato come 4 v.
Poi ovviamente ciascuno le segna come meglio crede, se le fabbrica in casa.

Infine, solo per le francesi, ho segnato anche il retro delle carte a seconda che sia blu b o rosso r, così posso anche smistare in autonomia i mazzi per giocare ai solitari.

È chiaro che questo metodo può essere adottato per qualsiasi gioco che disponga di carte o tasselli, non solo per i classici Scala 40, Ramino o Briscola.

Mi vengono in mente il Cluedo, le tessere del Domino o dello <<Scarabeo>>, i numeri del 15, il Memory, la Tombola…

Il Gioco dell’Oca

Questo gioco mi è stato regalato. L’idea della sua realizzazione è molto originale e secondo me si può applicare anche ad altri giochi di società come il Monopoli.

Innanzitutto il tabellone è un po’ più grande dell’originale ed è stato realizzato con 4 pannelli di legno.
Il percorso è fatto con una cordicella e in ogni casella è stato applicato un pezzo di carta con scritto in Braille il numero della casella.

I dadi sono fatti con il legno e su ogni faccia i puntini sono stati segnati con dei chiodi impiantati in modo che, toccandoli, si possano leggere i numeri.

Le oche sono state fabbricate con il das e per distinguerle sulla schiena di ciascuna sono stati modellati dei “puntini” da 0 a 3.

Le istruzioni ovviamente sono state scritte in Braille.

Il Cubo di Rubik

Se voi notate, nei negozi per non vedenti esistono soltanto quelli numerati, ossia ogni faccia ha i numeri dall’1 al 9 e bisogna ordinare le facce secondo la sequenza crescente da sinistra a destra.
Abbastanza complicato e anche un po’ noioso a mio parere.

Ma allora… perché non farlo come può essere un qualsiasi cubo di Rubik con i sei colori rosso, verde, giallo, blu, arancione e verde?
Come si fa, se i colori non si vedono?
Semplice! ad ogni colore abbiniamo un materiale diverso!

Il mio l’ho riadattato in questo modo:
ho associato il blu alla spugna, quella che si usa per i piatti, il rosso al cartoncino a mo’ di velluto, il bianco al feltrino rotondo, quello che si mette sotto i piedini delle sedie.

Cubo di Rubik in cui si vedono le facce bianca, blu e rossa

Il giallo è stato fatto con la carta crep, il verde con un cartoncino liscio e sull’arancione non c’è alcuna indicazione.

Cubo di Rubik in cui si vedono le facce gialla, verde e arancione

Per ciascuno dei materiali ho ritagliato dei quadratini e li ho incollati sui 9 quadratini di ogni faccia del cubo.
Ed ecco, ho realizzato il mio cubo di Rubik con i colori reali, fedelissimo all’originale.

Ma l’hai mai risolto?
Ehm… guardando la soluzione in Internet sì 😅

Altri giochi

Altri giochi da tavolo che richiedono il vedere la situazione sul tabellone di gioco, come possono essere la Dama, gli Scacchi, sono forse un po’ più complessi da realizzare.

Quelli in commercio hanno un buchino al centro di ciascuna casella e un chiodino alla base del pezzo in modo da poterlo incastrare. Così quando si tocca la griglia di gioco per capire la situazione non si fa una strage.

Oppure, un altro gioco che si può facilmente realizzare è il puzzle.
Ok, niente figure complesse, però se riproducete una semplice immagine sempre con i vari cartoncini e ritagliate i pezzi, si può tranquillamente ottenere il rompicapo più famoso in rilievo, accessibilissimo anche a chi non vede.

Fantasia!

Insomma, come avete ben visto di possibilità ce ne sono davvero tantissime per rendere i giochi accessibili anche a chi non vede.

I materiali per ricreare i tabelloni in rilievo ce ne sono a bizzeffe: io ve ne ho citati alcuni, ma se entrate in una qualsiasi cartoleria e guardate i cartoncini ce n’è veramente una fiumana, tutti diversi. Potete usare il das, che si solidifica una volta data la forma, i cordini, i fili di ferro, la colla vinilica, con cui potete “disegnare” il contorno che diventa così in rilievo una volta solidificata, i feltrini tondi o quadrati, mi è capitato di vedere utilizzare anche il sale grosso o il riso.

Insomma, fate degli Art Attack! Se qualcuno si ricorda quel meraviglioso programma a ridosso degli anni 2000.
Quindi via con la fantasia e buon divertimento a tutti!

Come rendere i giochi accessibili

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