Il POS Touch, uno dei tanti paradossi della società odierna

Premetto col dire che questo articolo, a differenza degli altri, non sarà informativo, bensì vuole mettere in luce un problema che affligge me come, azzarderei col dire, tutti coloro che sono nella mia stessa situazione.

Forse un domani dedicherò al sito la sezione Problemi che nessuno risolve ma che sono sotto gli occhi di tutti, non so… per il momento lo lascio qui.

E il problema in questione è… il POS touch.

Qual è il problema

Sappiamo tutti che cos’è il POS, giusto?

Per chi non lo sapesse, il POS è quel bellissimo affarino elettronico in cui si inserisce o si striscia la carta per i pagamenti.

Per carità, cosa comodissima, da un certo punto di vista: non ti porti dietro i contanti, devi solo ricordarti il PIN della tua carta di credito, digiti e paghi. Tutto digitale, tutto senza neanche renderti conto di quanto tu abbia svuotato il portafogli perché non cambia il peso se è più o meno vuota. Poi ti arriva anche la notifica di transazione sullo smartphone, che ti dice esattamente quanto hai speso, e la puoi anche scaricare dal computer.

Cosa vuoi di più?

Finché non è arrivato il POS Touch

Il POS Touch…

Uno schermo perfettamente liscio, dove non c’è un minimo punto di riferimento su dove stai mettendo le dita. Un monitorino tutto uguale, che se sfiori digita i numeri. Già, ma quali?

Come quali?

E noi, non vedenti, che non vediamo una mazza? A noi chi dice dove stiamo mettendo le dita?

C’è una sintesi vocale, forse?

NO.

C’è un qualche feedback aptico che può aiutare in qualche modo a capire quale numero abbiamo sotto il polpastrello?

NO!

E allora, noi come cavolo facciamo a sapere quali numeri stiamo premendo?

Esatto, la risposta è: Attaccati al tram!

Cari miei, la nuda e cruda verità è che il touch non va bene per chi non ci vede.

Certo, esistono gli smartphone che hanno invaso il mercato della telefonia 15 anni fa, e allora si è trovata una pseudosoluzione per mitigare il problema, solo per avere una parvenza di accessibilità. Ma nella realtà, carissimi, lo screen reader non risolve tutti i problemi: chiedete a qualsiasi non vedente se riesce a digitare il numero di 16 cifre della sua carta di credito quando chiama l’assistenza della banca perché gliel’hanno bloccata; oppure se riesce ad utilizzare proprio tutte le applicazioni che vorrebbe, voglio proprio sentire cosa risponde.

Ma tornando al nostro meraviglioso POS Touch…

Allora, finché io sono da una persona che conosco (il mio medico di base, il mio pescivendolo di fiducia, il mio massoterapista), si può benissimo aggirare la magagna spiegandogli il problema palese, e si fa un bonifico direttamente sul conto bancario.

(Sempre che abbiate un grado di confidenza sufficientemente alto, perché comunque a non tutti piace questa soluzione)

Ma convenite con me che se si è fuori – al ristorante o al supermercato, per dirne una -, non si può fare così, devi pagare lì sul posto e basta.

E come si fa? Qualcuno di voi ha un’idea?

Dai la carta di credito al(la) cassiere/a o chi per lui/lei e chiedi di digitare il pin.

Certo, e poi gli allunghi anche il bigliettino da visita dove ci sono scritti su anche la combinazione della cassaforte e sotto quale mattonella hai nascosto i tuoi fondi di emergenza e poi siamo a posto.

No no no. Capite che non si può fare così?

Una soluzione?

Quando ho esposto la questione su un forum dedicato, qualcuno mi ha risposto che esistono le app di pagamento di Google e iPhone, Wallet e Apple Pay, per capirci.

Ho provato a usarle? Certo che ci ho provato.

La cosa che non ho sopportato è il fatto che queste app, una volta che hai registrato la tua carta, richiedono un blocco di sicurezza che può essere il pin, l’impronta digitale, una sequenza da disegnare a schermo o simili.

Benissimo, visto che non mi fido né di me né tanto meno del mio telefono, ho optato per il pin, che secondo me è sempre il metodo più sicuro.

Morale della favola? Tutte le volte che dovevo leggere una notifica, una mail, un messaggio, fare una chiamata, impostare il GPS, fare una ricerca… insomma, per ogni singola cosa dovevo digitare sto cavolo di codice PIN.

In più… quella volta che ho sbloccato il telefono in compagnia di una persona, questa ha carpito chiaro e tondo qual era il mio codice di accesso, perché ovviamente la sintesi vocale lo ha letto ad alta voce. E certo, se lo digito io uso lo screen reader, non è che tutte le volte attacco le cuffie perché quelli intorno a me non mi devono sentire.

Ho quindi rimosso il PIN di sicurezza e ovviamente la carta dall’applicazione si è cancellata da sola.
Esatto, ero punto e a capo.

Come (non) ho risolto

Paga in contanti!
Ma infatti ormai è quello che faccio! Però non tutti li accettano, specie ora le prestazioni mediche.

La mia è una soluzione un po’ da mente malata, anche perché non ho risolto il problema della lettura del pin, ma al momento è la più fattibile che mi sia venuta in mente.
E poi ho avuto il pretesto di comprare lo smartphone che volevo 😏, anche se il mio vecchio funzionava ancora benissimo.

Procedimento

  1. Tutte le app che vogliono necessariamente il codice di accesso le ho lasciate sul telefono vecchio; inclusa, ovviamente, quella per i pagamenti digitali;
  2. Sul telefono vecchio ho messo il PIN per lo sblocco dello smartphone;
  3. Sul telefono nuovo ho messo solo lepp che mi servono, così non devo star lì tutte le volte a preoccuparmi di capire chi mi sta intorno che possa sentire il mio PIN mentre lo digito.
  4. Ma la connessione? Per pagare con la app serve la rete. Hai due sim?

  5. Hotspot! La risposta a tutti i tuoi problemi!
    Attivo l’hotspot sul telefono connesso, e poi aggancio l’altro alla rete!
    Così anche io posso usare ‘sto maledetto POS Touch senza troppe preoccupazioni! ✌

Sì, sei una mente malata!
Oh, grazie!

Sai però… quando le associazioni che dovrebbero aiutarti ti chiudono le porte, non ti rispondono, ti ignorano nonostante tu abbia mandato 80 mila messaggi su più canali di comunicazione, alla fine due domande te le fai.

Il punto è che se gli altri non ti danno risposta, le soluzioni le devi trovare da solo, che alla fine è sempre la cosa migliore.

Che poi, a parte questo discorso… Abbiamo tra gli alti ranghi due figure che spiccano su tutte le altre: un Ministro del Innovazione tecnologica e della Digitalizzazione e uno della Disabilità.
A questo punto ce ne vorrebbe anche uno della comunicazione, visto che a quanto pare non si parlano.

Io sono il primo a credere che la tecnologia e l’innovazione sono le ruote che spingono il progresso, permettono lo sviluppo, l’inclusione e ci migliorano la vita sempre di più. Però se progettiamo le cose, soprattutto le rendiamo obbligatorie, ma poi non pensiamo a l’eterogeneità della popolazione…
Be’, traete voi le conclusioni.

Il Granchio rosso Sebastian circondato da piante acquatiche. Ha la chela sinistra verso l'alto ed è voltato leggermente verso destra con un'espressione concentrata.
La Sirenetta (1989) – Walt Disney

Se devi fare una cosa, è sempre meglio pensarci da solo.

Ma quanto aveva ragione il buon vecchio Sebastian!

Il POS Touch, uno dei tanti paradossi della società odierna

Condividi su

Torna su