Disegnare al buio? Si può!

Ma che titolo è questo? Ci prendi in giro?

No no, nessuna presa in giro, è proprio così! Anche disegnare senza la vista si può!

Già nella homepage di questo sito vi ho detto che l’immpressionista Monet ha dipinto per 10 anni nella cecità assoluta.
Oltre a essere la prova che volere è potere, è anche prova che i limiti sono soltanto nella nostra testa, quando siamo convinti che non riusciremo mai a fare una cosa.

Scusate la digressione, ora riprendo…

E il caro Claude non aveva nulla di ciò che possediamo noi oggi, probabilmente non se lo sognava nemmeno.

Va be’ che ora che vi svelerò qual è questa piccola tecnica per disegnare, anche voi vi stupirete di quanto sia semplice la soluzione.

Come disegnare al buio

Dunque dunque… Non ci vediamo, giusto?

Ma dai? Dopo aver letto il titolo del sito e qualche articolo pensavo che stessimo parlando di come si fa la toilettatura agli Zwergpinscher!

Quindi dobbiamo trovare un modo per avere in rilievo il disegno.

Con la Dattilo Braille o la Barra Braille è impensabile riuscirci sfruttando direttamente il Braille.

Dobbiamo trovare qualcosa che ci permetta di avere il tratto della penna in rilievo mentre scriviamo.

Ah, ma io l’ho già vista da qualche parte una cosa del genere…

Sì sì, confermo! 🙂
Tutti abbiamo avuto un compagno di scuola, un collega (se non addirittura un membro della famiglia) o anche noi stessi, che calca(va) talmente tanto sulla pagina che si sentiva il tratto della penna dall’altra parte del foglio.

Oppure… vi è mai capitato di scrivere sulla tovaglia?
Ci siamo! Il principio è esattamente lo stesso.

Cambiano solo un paio di cose: la superficie di appoggio e il foglio usato.

Il piano di gomma

La superficie su cui ci si appoggia è di gomma dura, che prende molto fantasiosamente il nome di piano di gomma.

Non l’avrei mai immaginato!

Piano di gomma

Col piano di gomma si utilizzano dei fogli particolari, sui quali è possibile disegnare con una penna o una matita ben appuntita.

I fogli in questione sono plastificati, lucidi (molto simili alle bustine in plastica dei raccoglitori ad anelli) e altrettanto sottili, in modo tale che nel momento in cui si esercita una pressione con la penna, il tratto esce in rilievo.

Foglio scritto del piano di gomma

Unico inconveniente di questo sistema è che se usi una penna funzionante, ti colorerai tutte le dita! 😂
Ahahahah vero! 🤣 Perché, ovviamente, essendo plastificato, il foglio non assorbe l’inchiostro.

Questo metodo si usa tantissimo a livello didattico, non solo per il disegno libero o quello tecnico, ma anche per i grafici e le rappresentazioni di matematica e fisica.

Io che ho fatto il liceo scientifico e tanti, tanti studi di funzione, lo so bene.

L’unica accortezza da tener presente è che, ovviamente, il tatto non ha la stessa sensibilità dell’occhio, le misure nell’ordine dei millimetri sono difficili da percepire.

Si tende quindi a ingrandire l’immagine, ciò che per un vedente occupa un quarto di foglio A4, in rilievo diventa grande almeno quanto le dimensioni di tutto il foglio, specie se presenta molti dettagli.

Inoltre le linee non si devono ammassare tutte in un punto, troppi tratti concentrati possono mandare in confusione il disegno.

Infatti spesso si tende anche a non “colorare”, ma semplicemente a tracciare i contorni delle figure, salvo rari casi.

NOTA: Meglio non scrivere in nero sul piano di gomma, le lettere sono comunque troppo piccole e quindi impossibili da leggere al tatto.
Insomma, il Braille è stato inventato anche per questo, no? 🙂

Strumenti per disegnare

Anche per il disegno tecnico, magari nelle ore di arte a scuola, esistono degli strumenti molto interessanti.

Laddove è richiesta un po’ più di precisione, si possono utilizzare squadre e gognometri graduati con le tacche in rilievo.

Gognometro e squadra da disegno con tacche in rilievo

Sempre per il discorso che il tatto non può avere una precisione millimetrica come l’occhio, la distanza minima della lunghezza è di 5mm, mentre per i gradi è 10°.

Questi sono solo alcuni degli strumenti che si possono utilizzare, ma ce ne sono altri.

Per esempio, c’è un modello di piano di gomma incorniciato ai lati a mo’ di lavagna. I bordi di questa tipologia di piano di gomma si alzano in modo da bloccare il foglio all’interno e l’intera cornice presenta le tacche dei 5mm e dei cm.

O ancora, esiste il compasso, che è leggermente diverso da un compasso tradizionale.

Innanzitutto il braccio scorre lungo una terza asta posta alla base dei primi due, sempre graduata di 5mm in 5mm, in modo da prendere subito le misure dell’apertura. In più non si infila la penna, ma al suo posto c’è una rotellina dentellata che pressata sul foglio del piano di gomma lascia il tratto in rilievo.

Fornetto

Un altro modo per realizzare grafici (solitamente fatti apposta per la didattica, quindi non si parla di disegno inteso come passatempo), è tramite l’utilizzo del fornetto.

Fornetto per i disegni in rilievo

È uno strumento che stampa il disegno su un particolare foglio simile ad un cartoncino. L’immagine originale proviene da un progetto digitale, quindi creato con programmi di grafica come Paint o Power Point.

In un primo momento, il disegno viene stampato su questo foglio speciale tramite una stampante laser.

Proprio laser?

Sì, proprio laser, perché sfrutta il toner, cioè l’inchiostro a base di carbonio, che permette il passaggio successivo.
E non deve esserci colore, l’immagine deve essere necessariamente in bianco e nero.

Come la TV degli anni ’60

A questo punto si può procedere ad accendere il fornetto, lasciare che si scaldi per qualche secondo, e inserire il suo particolare foglio con sopra stampata l’immagine.
La combinazione di questo specifico cartoncino e il toner fa sì che, tramite calore, l’inchiostro “esploda” e si rialzi, divenendo così percepibile al tatto.

Più l’inchiostro è scuro, più esploderà, più sarà in rilievo.

Per questo si usano sfumature dal bianco, al grigio, al nero, e non altri colori.

Il bianco corrisponde al foglio liscio, il grigio ad un tratto un po’ in rilievo, il nero ancora più rialzato del grigio.
Di seguito trovi un esempio di un grafico realizzato con questo metodo.

Piantina in rilievo realizzata col fornetto

Be’, nulla da dire, no? Il grafico è bello, preciso, anche più immediato da capire al tatto, rispetto al piano di gomma. Però avrete ben capito che non è proprio facile realizzare disegni così.

Questo metodo viene solitamente utilizzato per concetti scientifici non proprio di facile comprensione, come le varie curve trigonometriche come tangente, arcotangente, sinusoidi, logaritmi ecc.ecc., oppure qualche processo chimico-biologico, come la meiosi cellulare o la pompa sodio-potassio.

Sì sì, tutto molto interessante, ma sai cosa ti dico? … A questo punto, meglio andare di bricolage!

Disegnare al buio? Si può!

Condividi su

Torna su