Gli audiogame: un nuovo modo di giocare


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In qualche articolo avevo accennato agli audiogiochi o, per fare un parallelo, gli audiogame.

Cos’è un audiogame?

Gli audiogame sono un’esperienza ludica molto interessante, in quanto si discostano dal tradizionale videogioco fatto di immagini e colori e ora, con tutta la tecnologia in circolazione, di effetti speciali, ombre e luci realistiche, dettagli meravigliosi che ti fanno immergere in un mondo virtuale che praticamente è uguale alla realtà, con le foglie mosse dal vento, i capelli dei personaggi che si muovono in corsa, i movimenti e le espressioni facciali.

Negli audiogame, come si può intuire dal nome, tutto questo non esiste. Non esiste perché ci si ritrova, spesso, semplicemente davanti a uno schermo nero, scuro. Non si vede niente (forse solo qualche lucina qua e là ogni tanto, ma che serve a poco).

L’unica cosa a cui bisogna affidarsi è il proprio udito. Esatto, proprio così.

Non è tantissimo che personalmente ho scoperto gli audiogame, saranno circa una decina d’anni, ma questo poco tempo è stato sufficiente per comprarne qualcuno, giocarci, e dire che anche questi si sono evoluti nel corso del tempo.

Il primo audiogame

La mia prima esperienza di audiogame è stato Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste, un videogioco che poi è stato sviluppato come audiogioco.

Molto brevemente, il personaggio Nicolas Eymerich è un inquisitore (probabilmente vissuto veramente) nel XIV secolo, di carattere molto discutibile, ma tant’è…

Nella versione accessibile anche alle persone non vedenti, in realtà il gioco è abbastanza statico: principalmente si usano i tasti Tab, le frecce e la Barra spaziatrice per fare tutto: con il Tab ci si sposta tra gli ambienti e le opzioni dei menù, con le frecce si scorrono le voci dei menù e tra le opzioni disponibili, con la Barra si conferma.

Prendendo come esempio questo gioco, si svolgeva più o meno così:
questo Nicolas Eymerich si presenta, dice quello che deve fare e che cosa ha a disposizione (il libro degli appunti, l’inventario, e altro).

Il gioco è strutturato praticamente a elenco di voci, quindi, esempio:

  • La mia cella;
  • Esci dalla cella.

Si scorre con le frecce, si seleziona un’opzione con l’invio.

Se, per esempio, si preme su La mia cella, questo ambiente per la prima volta viene descritto, e poi appare un altro elenco con tutte le opzioni disponibili:

  • Finestra
  • Il mio giaciglio
  • Tavolo
  • Camino

Ecc. Premendo su un oggetto, questo viene descritto oppure vengono fornite delle opzioni di azione, come Prendi l’oggetto, Usa questo oggetto, Leggi questo oggetto.

Quando poi si passa da un ambiente all’altro, Nicolas esordisce sempre dicendo dove si trova, quindi:
Sono nel corridoio, Sono nella mia cella, Sono nell’atrio.

Con il tasto Tab ci si sposta poi tra le schede: la prima è l’area principale del gioco, la seconda sono le voci riguardanti il personaggio, quindi le abilità, la mappa, l’inventario e così via.

Con l’esc si entra nel menù del gioco dove si può salvare, ricominciare dall’inizio, uscire, leggere i crediti… insomma, tutte le classiche opzioni di un videogioco qualunque.

Un po’ noioso forse, ma è stato il primo tentativo di rendere accessibile un ambito praticamente blindato per questo tipo di utenza fino a pochi anni fa.

In realtà non so se questo gioco sia ancora in circolazione, personalmente ci ho giocato ancora su Windows 7 e poi non l’ho più trovato.

Gli audiogame di corse

Qualche tempo dopo, ho trovato un’altra tipologia di audiogame: le corse di moto e macchine.

Purtroppo a giocatore singolo, non si poteva fare a gara con altri giocatori collegati online. Tutto in locale, niente premi, niente avanzamenti di livello, niente storia dietro. Una semplice gara di velocità.

Prendiamo, ad esempio, un gioco di gare di moto.

Mi ricordo che inizialmente si sceglieva il veicolo da un elenco; eh certo, perché ogni moto è diversa dall’altra: ciascuna aveva le proprie caratteristiche come velocità massima, tipo di motore, aderenza delle gomme…

Poi lo scopo del gioco era semplicemente quello di gareggiare sui tracciati cercando di vincerli tutti e finiva lì.

Però questa tipologia di gioco – da fare quasi d’obbligo con le cuffie -, presentava un aspetto molto interessante, ovvero che comunque i circuiti hanno curve, buche, ostacoli, punti dove bisogna saltare per via di voragini lungo il percorso.

Per capire la direzione da prendere, ci sono due segnali fondamentali: la prima è una voce fuori campo che avverte quando ci si avvicina a una curva, quando girare e dà tutte le indicazioni necessarie, quindi magari dice “Tra poco: buca”, Preparati a saltare – cioè a prendere la rincorsa giusta, Sei stato superato ecc.

Il secondo segnale sono, per così dire, dei sensori laterali, che diventano sempre più veloci e sempre più intensi man mano che ci si avvicina alle sponde laterali del tracciato. L’abilità qui è ascoltarli bene e andare un po’ più a destra o a sinistra a seconda di dove si sentono i suoni, altrimenti ci si schianta. Se si sente un beep molto forte nella cuffia di destra bisogna, ovviamente, andare più a sinistra e viceversa. Se si urta una sponda si rallenta e si perde terreno rispetto agli altri.

Ora, immaginate di dover mettere insieme tutte queste cose: capire a quale distanza la voce fuori campo ci avverte dell’imminente curva, girare al momento giusto, con una certa velocità, senza andare a sbattere sulle sponde laterali. E questo in base al veicolo che si è scelto, perché quella moto con quelle gomme e quella velocità massima va gestita in un modo, un’altra moto magari è più veloce e quindi ora che la voce fuori campo vi sta avvertendo che bisogna girare a breve, si è già arrivati alla curva e dovete avere i riflessi prontissimi per sterzare immediatamente!

Audiogame più recenti

Infine ci sono altre tipologie di audiogame, secondo me quelli più evoluti al momento, più dinamici, dove si possono davvero saggiare il divertimento e l’intrigo.

Gli spostamenti

Sono audiogame dove il personaggio non si muove più perché il giocatore seleziona una voce da un elenco di opzioni disponibili; sei proprio tu utente che ti sposti nello spazio tridimensionale con le frecce della tastiera.

Come si fa a intuire dove muoversi?

Naturalmente, gli ambienti sono progettati in modo da trovare abbastanza facilmente la strada giusta: si va a sbattere? Certo, allora si cambia direzione. Si sentono dei suoni “guida”? Ovviamente, altrimenti diventerebbe un’impresa solo capire dove bisogna andare.

Quindi – per avere uno scenario puramente esplicativo -, se il personaggio dice “Devo trovare l’uscita, sento la porta aperta per via del canto degli uccelli.

Bisogna drizzare le orecchie per ascoltare bene la provenienza del cinguettio (cuffia destra, sinistra o di fronte) e, man mano che ci si sposta, il suono diventa più intenso se si ha imboccato la strada giusta; al contrario, si attenua sempre più se si va in direzione opposta.

I combattimenti

Una novità che poi è stata introdotta e che a me piace particolarmente, è la modalità di combattimento.

In tutti gli audiogiochi più recenti, il personaggio in qualche modo deve affrontare dei nemici. Tale modalità di gioco si svolge in questo modo.

Anzitutto, c’è da dire che tu, giocatore, non ti muovi. È come se fossi al centro della scena e puoi solo colpire o difenderti.

Solitamente il nemico può attaccare da tre direzioni: sinistra, davanti, destra. Quando è in procinto di assalire, spesso lancia un grido e là bisogna essere pronti o a parare il colpo, o a contrattaccare.

Inizialmente, per capire come funziona, le grida del nemico sono lunghe e i suoi spostamenti lenti: quindi lo si sente spostarsi dal davanti a destra, o da sinistra al davanti, e quindi ci si riesce a fare un’idea molto chiara di dove si trovi per reagire.

Quando invece si va avanti nel gioco, le urla del nemico diventano sempre più brevi, quindi significa che bisogna reagire molto rapidamente, in più anche i suoi spostamenti nello spazio diventano sempre più veloci.

Quindi servono una bella dose di concentrazione e di riflessi, specie se poi il tuo avversario non è più da solo!

Al momento non ho trovato audiogame dove durante un combattimento si possano fare altre azioni come spostarvi a vostra volta, saltare, strisciare – anche perché usualmente sono proprio le frecce i tasti dediti all’attacco -, ma ciò è sufficiente per rendere il gioco già più dinamico, che non limitarsi a selezionare solo una serie di voci per poi far fare tutto al sistema automaticamente.

Accessibili al 100%

Personalmente, trovo davvero che l’audiogame sia un’esperienza da fare, anche per chi ci vede. È un altro modo di giocare, ma comunque coinvolgente.

Poi quando durante i combattimenti ti ritrovi accerchiato da nemici che ti attaccano quasi in contemporanea in tutte e tre le direzioni, devi davvero aguzzare le orecchi e in poche frazioni di secondo capire dove attaccare, dove parare, quando farlo, .

Ci sono alcuni audiogame dove in alcune fasi del gioco, per esempio, ci si ritrova a salvare gente in case dove è scoppiato un incendio, quindi bisogna muoversi ascoltando bene dove si trova il fuoco ed evitarlo! Giochi dove si deve avanzare mentre si è attaccati da arcieri o cecchini, pertanto bisogna avere la grande abilità di capire, sempre in base ai suoni, quando difendersi o con lo scudo o nascondersi dietro i muri e quando contrattaccare.

Insomma, dinamicità, avventura e concentrazione sicuramente non mancano!

Inoltre, c’è anche da dire che gli audiogame sono accessibili praticamente a tutti, in quanto:

  1. anzitutto hanno dei prezzi estremamente vantaggiosi, visto e considerato che tutta la parte grafica non c’è. Questo permette di risparmiare veramente tanto in fatto di costruzione delle scene, di effetti speciali e di aspetto fisico dei personaggi (semplicemente, perché lo schermo è nero!);
  2. In più, appunto perché non c’è grafica o è proprio minimalista, non servono nemmeno chissà quali computer: bastano 2 Giga di ram e processori base e ci si può giocare tranquillamente.

Di audiogame (non tutti e non tutte le versioni in realtà) ce ne sono per tutte le piattaforme, sia mobile che per computer.

Be’, come tutti i videogiochi alla fine: il primo gira su questa console, se vuoi il sequel devi comprare l’altra console perché sulla prima non gira più!

Ho provato a scaricarne uno dal Play Store e giocarci, ma ragazzi, io col touch sono proprio incapace e non sono mai riuscito a concluderlo.

L’audiogame in questione si chiama A blind legend.

Impersoni un padre a cui hanno rapito la moglie e devi andarla a cercare guidato dalla voce di tua figlia, che ti dice dove andare e cosa fare.

Ma niente, non l’ho mai concluso che per me è impossibile.
Purtroppo c’è solo in inglese.

Tra l’altro, nel cercare il link di questo gioco per scrivere questo articolo, ho scoperto che esiste anche per la piattaforma Steam, cioè per computer.
Molto bene, con le frecce e i tasti sotto le dita forse forse sarà più facile anche per me e forse forse lo finirò finalmente!

Se anche voi volete provarlo e riuscite a finirlo, be’, complimenti!

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